Google+ Ripples: cosa sono e come sfruttarli

Ripples è uno degli ultimi strumenti tirati fuori di Google+. Lo scopo per cui è stato introdotto è aiutare a capire in che modo ogni post viene condiviso. Questo consente di scoprire a chi è arrivato e tramite quali persone ha avuto la maggior diffusione, così da studiare meglio il mercato nella propria granularità. Di questo strumento ha parlato Maurizio Ceravolo allo scorso Festival del web marketing. Gli appunti che seguono sono quelli che ha preso mio fratello Daniele.

Ripples si attiva in maniera automatica su Google+. Attenzione però: è necessario avere impostato la lingua del proprio account sull’inglese. Poi basta cliccare sulla freccetta in alto a destra in ogni singolo post e selezionare ripples. Nota bene: l’opzione è presente solo per i post condivisi pubblicamente.

Nella nuova pagina è possibile vedere tutto il viaggio del contenuto da quando è stato pubblicato.

Il bello di questo strumento è che può essere utilizzato per tracciare i post di chiunque. Così sarai anche in grado di individuare gli influencer che hanno diffuso un contenuto di un tuo concorrente.

Consigli per l'uso? Provare e testare.

Ovviamente Ripples funziona solo su Google+. Il “non-social” di Big G continua a differenziarsi dagli altri social network con strumenti come questo, diventando sempre più un ecosistema per l'acquisizione di informazioni e lo scambio di contenuti sulla lunga durata. Come dice Maurzio: Google+ è batterico!

Se vuoi capire come e perché dovresti usare Google+ ti consiglio di leggere il post linkato, in cui ho raccolto i consigli di Claudio Gagliardini, vero e proprio “guru della cerchia”.

Twitter infila i favoriti fra i retweet

In questi giorni Twitter sta facendo un nuovo esperimento: inserire i favoriti nello stream alla stessa stregua dei retweet. Secondo quanto riportato da The Next Web, la cosa agli utenti del social network non piace per nulla.

Su come si debbano usare i favoriti di Twitter è in corso un dibattito che dura da parecchio tempo. Ne ha scritto @lddio su Leonardo.it e ne ha trattato pure Riccardo Scandellari sul proprio blog.

Secondo Buzzfeed ci sono 17 modi diversi di suare i preferiti di Twitter.

Io li uso essenzialmente per salvare un tweet su Evernote.

Se l'esperimento di Twitter dovesse trasformarsi in qualcosa di serio, dovrei forse cambiare modo di sfruttare i favoriti. Non credo. E tu, che ci fai con le stelline? Ti dà fastidio che i tuoi favoriti vengano infilati nello stream dei tuoi follower? A me, sinceramente, non più di tanto.

Come riappropriarsi di Facebook

Dylan Tweney ha riassunto su Venturebeat la questione sul funzionamento dei Like di Facebook, sollevata da un pezzo di Matt Honan su Wired e ripresa da Elan Morgan su Medium.

While far from conclusive, these two personal experiments are highly suggestive. Facebook’s algorithm is tuned in a way that makes it respond to likes by giving you more of what it thinks is related — and those suggestions are usually driven by brand marketing. Stop liking things, and Facebook eases off the marketing messages, letting your friends’ updates come to the fore.

In sostanza, se anziché mettere like a un post scrivi un commento il tuo newsfeed si popolerà di post dei tuoi amici anziché di quelli dei brand. Facile, no?

Perché iniziare un podcast oggi

Ho deciso di iniziare a lavorare al progetto di un podcast personale sulla scia del successo che il fenomeno sta riscuotendo Oltreoceano. Il 2014 è il momento giusto per partire, anche se sono un po' in ritardo. L'anno scorso c'è stata una vera e propria esplosione di questo veicolo di comunicazione digitale e mi aspetto che verso la metà del 2015 anche qui da noi ci sia un fiorire di trasmissioni digitali registrate.

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Nano Nano Capitano

Mork chiama Orson. Rispondi Orson.
Se n'è andata una delle persone che mi ha regalato più felicità negli anni dell'infanzia. Una persona che con la propria interpretazione del professore di inglese John Keating mi ha saputo trasmettere la gioia di scrivere poesia.

Non compongo più versi dal 2002. Praticamente da quando ho iniziato a scrivere articoli per i giornali. Né ho mai più pubblicato o diffuso qualcosa che avessi scritto prima.

Mi ricordo questa.

ENCICLOPEDIA NOTTURNA (?)
Incauto errare notturno; pillole di incertezza
alla ricerca di un sonno che non sovviene
sul lastrico (SOLITUDINE) di un pelago cupo
spennellato di onde dai pallidi riflessi.

Svestita, la luna, verso lidi sabbiosi rigetta
timidi bagliori di vane speranze. Un propedeutico
rivolgersi strugge, di interrogativi lacunosi:
ipnotica melodia di un flauto traverso.

Questa poesia fu pubblicata su Lo Scarabeo alla fine degli anni Novanta. Lo Scarabeo era una "rivista letteraria" che avevo co-fondato con alcuni amici e amiche. Giovani poeti senza speranze (Internet non dimenticata, vero Google?). Una bellissima esperienza.

Arrivederci Capitano.
Passo e chiudo.

Sperimentare

Ecco una sintesi dell'approccio alla sperimentazione contenuto nel rapporto sull'innovazione del New York Times, da cui sto traendo alcuni spunti per il mio intervento al prossimo Festival della Comunicazione.

  • Launch efforts quickly, then iterate. [...] we can adopt the “minimal viable product” model [...]
  • Set goals and track progress.
  • We must reward people who show initiative, even when their experiments fail.
  • No project should be declared a success, or shuttered, without a de- brief on what we’ve learned.
  • [dobbiamo essre] quicker and smarter about pulling resources from efforts that aren’t working..
  • Plan for “version 2.0” and beyond.
  • Make it easier to launch an experiment than to block one.